Ordinanza di chiusura di due affittacamere ubicati nello stesso stabile per “fusione indebita” . Il caso era da noi conosciuto e avevamo offerto dei suggerimenti ai titolari e al Comune. L’Abbac chiede un incontro urgente con l’Amministrazione Comunale, i dirigenti dei settori coinvolti e la Polizia Locale. “Il presidente Abbac Agostino Ingenito e il coordinatore Penisola Sorrentina Sergio Fedele: “No a demonizzazioni e polemiche sterili, occorre un piano condiviso che tenga conto di armonizzare le procedure ed individuare una sinergia. Il comparto extralberghiero è ormai una risorsa economica rilevante per il territorio ed è per questo motivo che chiediamo da tempo alla Regione che aggiorni normative e accolga le nostre proposte”. IL FATTO – Il Comune di Sorrento ha chiuso due strutture extralberghiere del centro di Sorrento. L’ordinanza per la cessazione dell’attività di affittacamere è stata emanata dal dirigente del IV Dipartimento dell’Ente di piazza Sant’Antonino, Alfonso Donadio e riguarda due strutture ricettive molto note. La decisione è la conseguenza di una verifica effettuata dalla polizia municipale nel luglio del 2018 che evidenziava “l’accorpamento di un’attività ricettiva non presente e non pubblicizzata sui portali internet principali e senza la possibilità di prenotazione diretta, all’attività di un’altra (presente sui maggiori portali internet di prenotazioni con svariate recensioni di avventori), il tutto in modo da rendere assolutamente non più distinguibili le singole ed autonome gestioni, in assenza di autorizzazione comunale e di permesso per il cambio di destinazione d’uso dei locali, da civile abitazione ad attività turistico ricettiva. Gli uffici comunali, in seguito ai controlli dei vigili, emisero un’ordinanza per “la cessazione della fusione indebita delle due attività extralberghiere di affittacamere”. A giugno di quest’anno è stato quindi avviato il procedimento “per inottemperanza dell’ordinanza del 2018, in quanto persiste l’illegittima fusione delle due attività di affittacamere mediante l’accorpamento in una concreta ed evidente gestione alberghiera in assenza dell’autorizzazione comunale ex art. 86 Tulps e preventivamente del permesso comunale per il cambio di destinazione d’uso dei locali, da civile abitazione ad attività turistica”, come risulta anche da un nuovo verbale della polizia municipale dell’aprile 2019 . “Va chiarito – commentano dall’Abbac – che non vi è alcun cambio di destinazione d’uso per svolgere l’attività ricettiva di affittacamere, lo indica chiaramente la legge regionale 17/2001 che impone la civile abitazione anche per gli immobili destinati ad attività professionale di affittacamere. E’ un elemento non secondario considerati i tentativi svolti arbitrariamente anche dal Catasto che spesso svolge accertamenti di ufficio, imponendo un’equiparazione a diversa categoria catastale più onerosa. Occorre un tavolo di confronto con l’Amministrazione Comunale considerato che sovente vi sono diverse tipologie ricettive ubicate in condomini e appare pretestuoso imporre un vincolo che nessuna legge nazionale vieta circa l’attività ricettiva extralberghiera sia essa professionale che integrativa del reddito se vi sono dei requisiti urbanistici oggettivi. E’ un caso che deve far riflettere, Sorrento come gli altri Comuni dell’area sono riferimento costante di flussi turistici individuali, di chi preferisce la nostra modalità di ospitalità a quella alberghiera. E’ evidente a tutti che vi possono essere diversi rischi ma il comparto ricettivo extralberghiero non può essere definito una minaccia quanto una concreta opportunità. Occorre una sinergia per individuare un piano condiviso che tuteli diritti e sancisca doveri in linea con le normative nazionali e regionali e trovando soluzioni”.
Sorrento, chiusura di due affittacamere per “fusione indebita”. La posizione dell’Abbac

