L’obbligo per chi arriva dall’estero di effettuare una quarantena lunga in caso di COVID genera tensione e determina un ulteriore scoraggiamento verso i tanti nostri connazionali residenti all’estero e cittadini stranieri di arrivare in Italia in questo periodo. Ecco perché L’Abbac Guestitaly si è fatta portavoce del disagio espresso dagli operatori e gestori che già vivono la drammatica mancanza di ospiti per le ordinanze ministeriali e regionali che seppur mantengono aperte le strutture ricettive che ancora resistono, non consente loro di operare. Va dunque intanto non impedire tampone dopo arrivo in Italia e ridotto il tempo della quarantena . Ecco cosa condivide il presidente Abbac Agostino Ingenito che e stato accolto da alcuni esponenti politici come nel caso del parlamentare eletto nella circoscrizione estero Massimo Ungaro. “Il nuovo Dpcm dispone che a partire dal 10 dicembre non sara’ piu’ possibile per i cittadini in arrivo da Francia, Spagna, Regno Unito, Belgio, Olanda e altri paesi della categoria C presentare un tampone, molecolare o antigenico, con esito negativo effettuato nelle 48 ore successive all’ingresso in Italia ma solo nelle 48 antecedenti alla partenza. In molti di questi paesi e’ infatti molto complesso e costoso fare un tampone, specie a cosi’ poche ore dalla partenza, mentre molti nostri concittadini avevano già acquistato biglietti aerei e organizzato il loro viaggio, spesso per rivedere parenti e affetti che non vedono da mesi. Considero poi eccessiva una quarantena lunga per arrivi tra il 21 dicembre e il 6 gennaio, forse era piu’ gestibile prevedere l’esecuzione di un tampone con una quarantena breve di cinque giorni. Mi auguro pertanto che questa disposizione venga modificata permettendo ai nostri connazionali di potersi sottoporre a tampone anche dopo poche ore dal loro arrivo in Italia”. Ci auguriamo che si possa trovare una possibile via di uscita per consentire almeno ai nostri connazionali all’estero di raggiungere in sicurezza il nostro territorio garantendo in tal modo un minimo di attività alle nostre strutture ricettive fiaccate da una crisi senza precedenti”.

