Riutilizzo funzionale di immobili già esistenti e dismessi, soprattutto del centro storico e dei borghi ubicati nelle frazioni, un progetto di ospitalità diffusa, un hub intermodale per garantire più vivibilità, riduzione di traffico e utilizzo di veicoli a basso impatto ambientale oltre a presidi di maggiore sicurezza, migliori collegamenti veloci e frequenti con la Penisola Sorrentina e Napoli, ripresa delle potenzialità attrattive come il Monte Faito, le Terme, la balneabilità e le spiagge. Sono queste alcune delle proposte che L’Abbac, in qualità di componente della conferenza  di Pianificazione per la redazione del Piano Urbanistico Comunale (PUC) di Castellammare di Stabia ha proposto nell’incontro di due giorni fa . Durante l’incontro al Comune, la delegata  Abbac Marina Vigogna, in sinergia condivisa con l’Astar, associazione locale cui partecipano anche altri gestori Abbac tra cui il componente dei primi nuclei associativi stabiesi dell’Abbac Adriano Vollono,  ha presentato la nota inviata e condivisa dalla nostra sede regionale coordinata dal presidente Agostino Ingenito. Su invito del Sindaco Gaetano Cimmino, dell’Assessore Fulvio Calì e l’ingegnere Giuseppe Terracciano, dirigente del settore urbanistica, si è dato ascolto alle aspettative della Città ansiosa di portare il suo contributo alle nuove opportunità soprattutto in ambito turistico che segnano la svolta nell’economia di Castellammare. “Una strategia incentrata sulla volontà di aumentare l’attrattività della Città, anche attraverso il potenziamento del ruolo di Città della Cultura, del Commercio, del Turismo, dei grandi attrattori culturali, ma anche nell’ offrire in termini di governo del territorio maggiore sicurezza, controllo ed equilibrio”. Gli argomenti discussi hanno riguardato: La Città vivibile – La sicurezza dei Cittadini è diventata oggi un importante indicatore di benessere; La tutela del paesaggio assume un ruolo di protagonista nella programmazione di una economia sostenibile;La Città efficiente – Incentivare i servizi di qualità alla persona, garantire qualità e manutenzione degli spazi pubblici e delle strutture destinate ai servizi per i cittadini; Sostegno all’occupazione, all’imprenditorialità e all’economia sociale; Realizzare spazi polifunzionali di aggregazione, aumentare le strutture a servizio dell’infanzia, dei disabili, degli anziani e, in generale, delle fasce deboli della popolazione; Attenzione verso le infrastrutture collettive: fognature, acquedotto, consumo energetico e condizioni igienico sanitarie; Turismo più accessibile, riducendo i tempi di connessione tra le porte d’accesso della città e i siti turistici, adeguando infrastrutture e mobilità in un’ottica di intermodalità e integrazione dei servizi; Indispensabile promuovere un piano urbano di mobilità.

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