Sono molte le strutture ricettive extralberghiere che sono gestite da ditte individuali con partita iva che usufruisce del regime forfettario. Ogni lavoratore, e professionista come l’esercente di un’attività deve effettuare il versamento dei contributi Inps. Non fa eccezione la ditta individuale di affittacamere, bed and breakfast o casa vacanze, che versa i contributi minimi e eventuali progressivi, nella speciale cassa Artigiani/Commercianti.
I contributi previdenziali sono somme che devi obbligatoriamente versare all’INPS per poter, un giorno, avere la pensione (non solo di vecchiaia ma anche di invalidità, per morte del coniuge ecc.). Dal 2016 è prevista la possibilità, per chi ha il regime forfettario, di pagare i contributi INPS in forma ridotta.
Per sfruttare questa occasione però devi avere determinati requisiti. Inoltre, l’agevolazione non si attiva in automatico ma devi richiederla in tempi e modi precisi. Ma non preoccuparti, nei prossimi paragrafi ti daremo tutte le informazioni per non perdere questa possibilità.
A chi spettano le agevolazioni contributive?
La Legge Finanziaria 2015 (l. 190/2014), che ha introdotto il regime forfettario in Italia, ha stabilito due semplici requisiti per accedere alle agevolazioni sui contributi previdenziali:
- appartenere alla categoria degli imprenditori individuali iscritti alla gestione separata artigiani e commercianti;
- aver scelto il regime forfettario (e possederne quindi i requisiti d’accesso).
Non puoi quindi godere di questo beneficio se sei un professionista iscritto alla tua cassa di previdenza (es: notaio, avvocato, ingegnere ecc.), o se sei un professionista senza cassa, iscritto alla Gestione separata INPS. Per queste categorie, l’applicazione del regime forfettario non ha comportato nessun tipo di agevolazione dal punto di vista contributivo.
Al pari di come funziona per i lavoratori dipendenti, anche i lavoratori autonomi devono provvedere al versamento dei propri contributi per l’accesso alla pensione, contributi che vanno versati direttamente in quanto non è previsto un sostituto di imposta (ovvero il datore di lavoro) che invece è previsto nel caso di lavoro dipendente. Tuttavia, con il regime forfettario si deve fare una distinzione tra lavoratori autonomi artigiani e commercianti e lavoratori liberi professionisti. In particolare nel caso di lavoratori autonomi artigiani e commercianti si fa riferimento alla gestione IVS artigiani e commercianti INPS.
Regime Forfettario E Contributi INPS
Per quanto riguarda il regime forfettario, bisogna distinguere diversi tipi di soggetti, in base alla gestione della cassa previdenziale:
- Artigiani e commercianti con gestione IVS;
- Liberi professionisti con cassa apposita, diversa dall’INPS;
- Liberi professionisti con gestione separata INPS.
Nel caso di artigiani e commercianti, la quota da versare in termini di contributi INPS è fissa, e viene applicata la riduzione dei contributi INPS del 35%, confermata recentemente dalla Circolare n. 19/2023. Questo regime contributivo agevolato è riconosciuto solamente alle Partite Iva con regime forfettario sotto al cappello di artigiani e commercianti, non è prevista la riduzione nel caso di liberi professionisti. Tuttavia la possibilità di chiedere la riduzione è data fino alla scadenza del 28 febbraio 2024, ed è facoltativa, come spiega la circolare:
L’aliquota agevolata al 35% non viene applicata automaticamente, ma nel dettaglio va richiesta direttamente all’INPS nei diversi casi:
- La scadenza è fissata al 28 febbraio 2023 per chi ha avviato un’attività nel 2023;
- Non c’è scadenza, ma bisogna procedere il prima possibile, in caso di apertura di partita IVA nell’anno in corso;
- Chi ha già beneficiato in precedenza della riduzione contributiva, continuerà a beneficiarne salvo rinuncia.
La domanda di riduzione contributiva non deve essere presentata ogni anno ma solo per la prima annualità. Da quel momento l’agevolazione contributiva proseguirà nel tempo sino al mantenimento delle condizioni che consentono la riduzione.
I liberi professionisti che non rientrano nella fattispecie non possono richiedere tale agevolazione, con o senza obbligo di iscrizione ad una cassa professionale specifica. Per i liberi professionisti che optano per la gestione separata INPS l’aliquota dei contributi corrisponde al 26,23%, con coefficiente di redditività al 78%. I contributi sono quindi calcolati senza una quota fissa, ma con una percentuale su quanto effettivamente guadagnato. Per i professionisti che non si rivolgono all’INPS, ma con una propria cassa professionale, le regole possono cambiare e variare di molto, in base alle gestioni specifiche.
Riduzione Contributi INPS Per Artigiani E Commercianti
Bisogna poi chiarire il funzionamento delle soglie per stabilire qual è la contribuzione fissa per le partite IVA che rientrano nel cappello di “artigiani e commercianti”, e per quanto riguarda il minimale di reddito e le cifre eccedenti. L’ISTAT ha effettuato per il 2023 un ricalcolo sull’indice dei prezzi al consumo, riscontrando un rialzo. Il limite di reddito minimo annuo viene così stabilito:
“Conseguentemente, per l’anno 2023, il reddito minimo annuo da prendere in considerazione ai fini del calcolo del contributo IVS dovuto dagli artigiani e dagli esercenti attività commerciali è pari a € 17.504,00.”
A queste cifre vengono applicate le aliquote del 24% e del 24,48% per gli artigiani e per i commercianti, che vengono ribassate nel caso di lavoratore autonomo di età inferiore a 21 anni, a 23,25% e 23,73%. Da qui viene determinata la contribuzione sul reddito minimale da versare, di circa 4.200 euro annuali.
Per quanto riguarda invece il reddito eccedente, viene aumentata leggermente l’aliquota. Va ricordato infine che il versamento dei contributi all’INPS o ad una cassa previdenziale specifica è obbligatorio per tutti i lavoratori autonomi, anche con partita IVA a regime agevolato. Per gli artigiani e commercianti che lavorano con partita IVA con regime forfettario è quindi necessario affrettarsi alla richiesta di agevolazione, perché i termini stanno per scadere.

