Il Governo chiarisca su apertura delle strutture ricettive extralberghiere, si rischia ulteriore caos. Molti alberghi, codice ateco 55.1, che il decreto del Governo, ha mantenuti aperti, hanno inteso accedere alla cassa integrazione per i loro dipendenti, difatti chiudendo e non garantendo quell’ospitalità per personale medico, forze dell’ordine e lavoratori autorizzati a spostarsi. Molte nostre strutture ricettive, con codice ateco 55.2 invece, come i nostri affittacamere, ostelli, case ed appartementi vacanze non risultano nell’elenco del decreto, eppure la loro apertura si rende indispensabile per garantire quell’ospitalità di necessità che in alcuni casi abbiamo offerto pure gratuitamente a medici e paramedici ma che ora ci è negata per mancato inserimento nel decreto. Ci sono anche tanti lavoratori impiegati in attività di manutenzione idraulica ed elettrica, dipendenti di grandi aziende, con appalti su tutto il territorio nazionale, che non sanno come fare, entro le 72 ore dalla pubblicazione del decreto dovrebbero lasciare le strutture ricettive. Auspichiamo l’intervento urgente del Governo e dei Ministeri competenti. – cosi dichiara il coordinatore nazionale Otei Osservatorio Turistico Extralberghiero Italiano e presidente Abbac Agostino Ingenito.

