Niente da fare. Chi si aspettava una decisione oggi sul ricorso contro la delibera urbanistica di Palazzo Vecchio sugli affitti turistici brevi, col divieto di destinare a tale scopo nuovi immobili nell’area Unesco del centro storico della città, non può che essere rimasto deluso. Il Tar della Toscana si è infatti riservato di decidere al termine della udienza di merito. Quella sugli affitti brevi è stata la grande battaglia del sindaco Dario Nardella, che vuole dare uno stop al galoppante boom degli immobili messi a rendita tramite le opportunità del turismo breve. Una norma che in Consiglio comunale, lo scorso 2 ottobre, è passata con il voto favorevole di Pd e Lista Nardella e quello contrario invece di Italia Viva. Favorevoli al momento del voto anche Sinistra Progetto Comune, il gruppo misto (con Andrea Asciuti) e il capogruppo del M5S Roberto De Blasi. Contrari, oltre al partito di Matteo Renzi, anche il centrodestra e il gruppo Centro. E subito partirono le contromosse. Schierati infatti contro la delibera sono Codacons, Abbac, Confedilizia, Apartments Florence insieme a Property Managers Italia che a suo tempo spiegarono di aver dato mandato con “altri 30 esponenti, tra persone fisiche e giuridiche” ai propri legali “di adire un ricorso al Tar contro la mossa antidemocratica del Comune di Firenze”. Ricorso sul quale però si dovrà ancora attendere per sapere se la norma partorita da Nardella, che prevede appunto che il privato che d’ora in poi voglia affittare la sua casa su Airbnb nel quadrilatero Unesco debba ottenere dal Comune un cambio di destinazione d’uso in “residenziale-turistico” e contemporaneamente vieta questa funzione nel centro, entrerà in vigore oppure non se ne farà di nulla con il ritorno quindi al bomba libera tutti.

