*Napoli, imposta di soggiorno, l’intervento Abbac su Il Mattino* Coro di no dagli operatori. «Non siamo favorevoli a un aumento. Prima servirebbe implementare i servizi. Speriamo che il 50% degli introiti della tassa di soggiorno, cioè circa 8 milioni stando agli incassi del ’22, siano destinati a servizi struttura- li d’accoglienza: sicurezza e puli-
zia. Nell’estate ’23 avremo più pre- senze: se non si implementano le informative digitali in lingua in stazione, porto e aeroporto, e se i trasporti nei punti cruciali non sono attivi fino a mezzanotte, Napoli rischia di collassare nel ’23». Agostino Ingenito, presidente di Abbac, solleva il caso Airbnb: «Quando un cliente arriva da Booking, spetta a noi gestori versare i soldi dell’imposta di soggiorno al Comune. Se il visitatore arriva tra- mite Airbnb, invece, i soldi vengono versati dal colosso dello sharing. Il contratto con Airbnb è cioè forfettario, dai tempi di de Magistris. Per noi non va bene: ab- biamo chiesto di vedere il contratto, ma non ci siamo riusciti. Il 30% circa delle tasse di soggiorno arriva da Airbnb. La nostra categoria – che contribuisce per il 35% agli introiti totali dell’imposta – sarebbe la più penalizzata da eventuali nuovi aumenti. Il viaggiatore a Napoli potrebbe essere costretto a versare 3 tasse: sul biglietto aereo, sul soggiorno in città e su quello in un altro Comune che visiterà».

