Napoli, cic strutture ricettive, interviene L’Abbac. Ingenito: “Proposto noi il cic ma utilizzato male. Politica non sa decidere”. Codice identificativo comunale per tutte le strutture ricettive, sia obbligatorio e vincolante e consenta, come avevamo proposto noi al Comune, di effettuare attente verifiche e controllo, anche utilizzando la tassa di soggiorno per rafforzare Polizia turistica e azioni di valorizzazione del Centro storico.
Il codice che avevamo proposto sarebbe stato coincidente con il numero della scia e avrebbe dovuto prevedere la richiesta obbligatoria di chi fa locazioni brevi e invece ci ritroviamo con una mera attività di marketing di basso livello che nulla toglie e mette al grave fenomeno di abusivismo ricettivo in città.
Ricordo che personalmente, in rappresentanza dell’Abbac, ho inviato il testo normativo consegnato agli assessori Panini e Daniele e adottato ora dall’Amministrazione con questa Delibera. Non CI interessava certo l’invito alla conferenza ma almeno che fosse citata la fonte di quel testo, utilizzato male dall’Amministrazione.
Siamo alle solite con azioni politiche locali e regionali di mero estetismo- continua Agostino Ingenito – Nel corso degli ultimi mesi abbiamo compulsato e incontrato tutti.
Dall’assessore regionale alla Legalità Roberti all’assessore regionale al Turismo Corrado Matera, dal vicesindaco di Napoli Panini, incontrato più volte nel suo ufficio per chiedere anche come sia gestito quell’accordo con Airbnb, all’assessore al Turismo e alla Cultura del Comune di Napoli Daniele.
Insomma come al solito ci troviamo di fronte ad una politica che non decide e quando lo fa è per mera azione promozionale. Le piattaforme online sono un grande alleato per il turismo in Campania e a Napoli ma vanno regolati i rapporti. È vero che il Governo non ha ancora preso provvedimenti. Quel codice identificativo l’ho chiesto io per primo al Ministro Centinaio che a più riprese mi ha assicurato che avrebbe agito ma al momento il turismo sembra essere fuori dai radar . Sul turismo si gioca il presente e futuro di migliaia di famiglie che grazie a questi importanti flussi individuali di viaggiatori, previsti sempre più in aumento dai paesi emergenti, sta garantendo la sopravvivenza di un importante numero di cittadini ed imprese. Mentre tutti i settori economici sono in perdita, è il turismo a segnare un dato positivo ma ancora una volta non ci strutturiamo e non determinismo azioni sistemiche e di qualificazione. Occorre una task force che affronti le questioni di merito, compreso rischi turistificazione ma senza farsi prendere da queste tendenze ideologiche in atto, e sulle tasse locali e di sbarco. Milioni di euro utilizzati alla bisogna da enti locali che non hanno una programmazione turistica vera e non provvedono a costruire piani di sviluppo in linea con queste nuove tendenze di viaggio che favoriscono le nostre città che potrebbero spingersi verso una vera rigenerazione urbana, sistemi di mobilità sostenibile e percorsi di qualità di accoglienza. Una sfida che va affrontata, tenendo conto di una sinergia e sfruttando le prossime risorse europee non già utilizzandole per sagre ed eventi di paese, buoni solo a mantenere consensi locali ma per determinare uno sviluppo concreto che eviti la desertificazione dei nostri centri minori e dia speranza ai nostri giovani che con la loro costante emigrazione degli ultimi anni sono la risposta netta alle negligenze e fallimento dell’azione politica locale.

