NAPOLI, IMPOSTA DI SOGGIORNO, CASO ISCHIA, IN CITTA’ INTERMEDIARI SENZA SCRUPOLI NON AVREBBERO VERSATO L”IMPOSTA. NEI GUAI CENTINAIA DI FAMIGLIE. LA DENUNCIA DELL’ABBAC – Napoli, imposta di soggiorno, la vicenda di Ischia fa emergere un caso ancora più singolare, con alcune società che avrebbero intascato le tasse turistiche e mai versate per conto di ignari cittadini che si erano affidati per la gestione di appartamenti in locazione turistica – E ’questa in sintesi quanto denuncia l’Abbac, l’associazione dei bed e breakfast, case vacanze, affittacamere e locazioni brevi della Campania. “E’ reale il rischio che vi siano vicende analoghe a quella di Ischia ma ancora più clamorose – dichiara il presidente Agostino Ingenito – Mi riferisco a talune società, nate in poco tempo negli ultimi tre anni, che offrivano servizi digestione di immobili ad uso turistico, dichiarando di occuparsi della gestione di tutti gli adempimenti, compreso il versamento della tassa di soggiorno per conto dei titolari degli immobili. Abbiamo ragione di credere, come saprebbero già dal Comune, viste le prime sollecitazioni giunte ad alcuni nostri associati, che non avrebbero mai versato le imposte, arrecando un danno erariale notevole all’ente e soprattutto mettendo in serie difficoltà ora chi tra proprietari e gestori di immobili si era affidato a questi soggetti senza scrupoli. Nel mirino dell’Abbac erano stati posti tempo fa anche altri soggetti che si ritenevano intermediari, pur non avendo un codice Ateco di riferimento, che avrebbero omesso anche il versamento della cedolare secca, una tassa del 21% che i titolari di locazioni brevi, devono versare sugli importi lordi dei canoni di affitti al di sotto dei trenta giorni e quasi sempre visibili e prenotabili dalle piattaforme online. “La pandemia ha distrutto il nostro settore, migliaia di famiglie che hanno adempiuto a tutti gli obblighi e versati gli importi dovuti non hanno ricevuto alcun sostegno, mentre gli abusivi e gli speculatori non solo avevano creato concorrenza sleale, sfruttando il massimo periodo di appeal della città, ma raggirando ignari proprietari e possessori di immobili, hanno omesso di versare tasse, tributi, mettendo ora in serie difficoltà queste famiglie – dichiara Agostino Ingenito- Al legislatore avevamo chiesto anche di istituire un preciso codice Atecofin e definire chiaramente il ruolo di questi intermediari, property manager spesso alla bisogna. Considerati i primi avvisi ricevuti chiediamo che il Comune svolga un’azione di vigilanza e controllo per accertare queste anomalie che denunciamo perla tutela di famiglie e cittadini che avevano investito in ricettività turistica e che ora non hanno alcun sostegno”.

