Napoli, Tari per le strutture ricettive extralberghiere, il presidente dell’Abbac Agostino Ingenito ha inviato una nota formale al vicesindaco ed assessore al bilancio Enrico Panini e al responsabile settore Entrare Paolo Sabadin, con la quale chiede alcune modifiche alle attuali tariffe. “Vi sono alcune incogruenze in relazione all’esercizio di attività ricettiva di case vacanze nella forma non professionale e alle tariffe per attività come bed and breakfast che prevedono l’obbligo di sospensione durante l’anno – dichiara il presidente Abbac Agostino Ingenito – Abbiamo chiesto al Comune di equiparare ad utenza domestica le case vacanze gestite in forma non imprenditoriale, attualmente è equiparata ad albergo senza ristorazione. Inoltre va precisato che da regolamento comunale, il bed and breakfast ha una sospensione imposta di 120 giorni. Appare pertanto necessario tener conto di questi aspetti, considerato che l’Amministrazione Comunale ha ritenuto di elevare la quota variabile ad un massimo di sei componenti familiari per i metri quadri destinati a b&b. Va chiarito inoltre che è necessario ridurre il carico di imposta per gli affittacamere, che pur avendo un regime fiscale imprenditoriale, non possono essere equiparati ad alberghi senza ristorazione. Su questo fronte chiediamo un intervento deciso, alfine di individuare una tariffa ad hoc per gli affittacamere, tenendo conto del limite del numero di camere e di una gestione che nella maggior parte dei casi non presenta volumi di redditività tali da giustificare un onere cosi eccessivo. “Come gestori ed operatori extralberghieri, siamo consapevoli della necessità che sia garantito quanto previsto dalle normative circa il ciclo integrato dei rifiuti. Come associazione abbiamo attivato uno sportello di assistenza con personale dedicato che si occupa di fare da filtro tra operatori ed enti e garantisce in tal modo il virtuoso e doveroso versamento degli importi. Tuttavia appare necessario che l’Ente svolta un’azione più propulsiva verso tanti pseudo gestori che pur presenti sui maggiori portali online, non presentano alcuna scia amministrativa, né versano imposte al Comune, determinando una concorrenza sleale che pesa su chi opera in forma regolare e versando quanto dovuto. Il turismo non può essere una mucca da mungere, ma va accompagnato con percorsi virtuosi, che tengono di mantenere livelli accettabili di qualità del servizio, che spesso dimostra la sua concreta inefficienza dovuta certamente a diversi fattori non solo dipendenti dall’Ente.

