No alla srls per i b&b professionali della Campania, il Surap risponde ad un quesito dell’Abbac – Tipologia di imprese per la gestione imprenditoriale di un bed and breakfast ai sensi della normativa regionale 5/2001 e sue successive modifiche. L’Abbac aveva inviato un quesito allo Sportello Regionale delle Attività Produttive della Campania in relazione ad un caso di una struttura ricettiva di bed and breakfast che aveva aperto una srls una società a responsabilità limitata semplificata per la conduzione di un b&b di tipo professionale. Il diniego del Suap comunale aveva motivato l’associazione a chiedere giusto parere al Suap che ha confermato che per la speciale tipologia ricettiva di bed and breakfast esercitata da un nucleo familiare è da escludersi la modalità di costituzione di una società mentre resta possibile la costituzione di una ditta individuale da parte di uno dei componenti del nucleo familiare. “E’ un chiarimento utile per quanti intendono intraprendere un’attività di bed and breakfast con partita iva, considerato che l’introduzione professionale è assai recente nella normativa regionale 5/2001 che aveva già ricevuto diverse modifiiche nel corso degli anni anche perciò che attiene il numero di posti letto, aumentati fino ad otto in un massimo di quattro camere, stando i requisiti urbanistici e per la prima colazione, a seguito sempre di una nostra sollecitazione che teneva conto dell’effettiva manipolazione di alimenti o se servita con prodotti confezionati e senza somministrazione – chiarisce il presidente Abbac Agostino Ingenito – Auspichiamo sempre maggiore sinergia con la Regione come sta già avvenendo in questo periodo con l’Assessorato al Turismo retto dall’Assessore Felice Casucci individuando però la necessità di lavorare ad un piano strategico del turismo, colpito duramente dalla crisi in corso oltre che avviare azioni di maggiore supporto per il contrasto dell’abusivismo ed esercizio improprio dell’attività che genera molte problematiche anche verso i consumatori spesso disorientati . Attendiamo in questo caso il Governo che con il Ministero al Turismo e l’Agenzia delle Entrate avvii quel registro nazionale con il codice univoco obbligatorio per tutte le tipologie ricettive, imponendo ai portali online di prenotazione di adeguarsi, respingendo chi non possiede un codice identificativo”

