Secondo un rapporto dell’Onu il crollo del turismo internazionale a causa della pandemia di coronavirus potrebbe causare una perdita di oltre 4 mila miliardi di dollari al Pil globale per gli anni 2020 e 2021. La perdita stimata è stata causata dall’impatto diretto della pandemia sul turismo e dal suo effetto a catena su altri settori ad esso strettamente collegati. Il rapporto afferma che il turismo internazionale e i suoi settori strettamente collegati hanno subito una perdita stimata di 2,4 mila miliardi di dollari nel 2020 a causa degli impatti diretti e indiretti di un forte calo degli arrivi di turisti internazionali. Una perdita simile potrebbe verificarsi quest’anno, avverte il rapporto, osservando che la ripresa del settore turistico dipenderà in gran parte dall’adozione dei vaccini Covid-19 a livello globale. Il segretario generale dell’Unwto Zurab Pololikashvili ha dichiarato: «Il turismo è un’ancora di salvezza per milioni di persone e promuovere la vaccinazione per proteggere le comunità e sostenere il riavvio sicuro del turismo è fondamentale per il recupero di posti di lavoro e la generazione di risorse tanto necessarie, specialmente nei paesi in via di sviluppo, molti dei quali dipendono fortemente dal turismo internazionale». Si prevede un rimbalzo del turismo internazionale nella seconda metà di quest’anno, ma il rapporto Onu mostra ancora una perdita compresa tra 1,7 mila miliardi di dollari e 2,4 nel 2021, rispetto ai livelli del 2019. Secondo il rapporto, la riduzione del turismo provoca in media un aumento del 5,5% della disoccupazione del lavoro non qualificato, con un’elevata varianza dallo 0% al 15%, a seconda dell’importanza del turismo per l’economia. Il lavoro rappresenta circa il 30% della spesa per i servizi turistici sia nelle economie sviluppate che in quelle in via di sviluppo. Le barriere all’ingresso nel settore, che impiega molte donne e giovani dipendenti, sono relativamente basse.

