Quanto spendono i turisti italiani e stranieri in città come Milano, Firenze e Venezia? E in porti ed aeroporti ? E come si connette il territorio verso questo importante settore capace di generare importanti gettiti economici già in città d’arte e outlet ma poco in altre aree? È quanto è importante lavorare ad un programma strutturale per intercettare nuovi flussi turistici interessati allo shopping oltre ad individuare strategie per migliorare servizi, infrastrutture e organizzazione? “Il dato italiano non è male ma va studiato e soprattutto migliorato meglio e le opportunità sono ancora tante – dichiara il coordinatore nazionale Otei/Abbac Agostino Ingenito – Occorre cogliere queste tendenze e migliorare appeal commerciale dei nostri territori ed estenderli anche in altri meno “visibili” di altre città più attrezzate ma per far questo serve una strategia nazionale che punti anche a riduzione tassi, accordi con player internazionali di transazioni e visione “. In un’analisi realizzata da Risposte Turismo per conto del forum Shopping Tourism, emergono alcuni dadi significativi. Il livello di servizi offerti è buono ma ancora limitata l’attivazione di accordi con gli operatori turistici del territorio
I turisti italiani dello shopping scelgono Milano come prima shopping destination al mondo, acquistano soprattutto abbigliamento e calzature principalmente nei negozi del centro/vie dello shopping e negli outlet e quasi la metà di essi spende oltre 50 euro al giorno. Dalla prima indagine, realizzata su un campione di oltre 700 italiani di diversa età, provenienti da tutte le regioni d’Italia ed esercitanti professioni variegate, emerge come siano tre su dieci i connazionali ad aver effettuato almeno un viaggio motivato dallo shopping. Per questi ultimi Milano è la destinazione più visitata al mondo (31%), davanti agli outlet (20%) e a Firenze (16,5%).Sempre Milano risulta essere la seconda destinazione al mondo associata allo shopping tourism dal campione intervistato (48% dei rispondenti), dietro a New York (55%) e davanti a Londra (41%), Parigi (31%) e Roma (18%). Tra chi ha viaggiato almeno una volta nella vita per shopping, il 39% afferma di averlo fatto per avere più scelta rispetto al luogo di residenza e un 31% per approfittare di prezzi più convenienti.Gli italiani che viaggiano con motivazione prevalente lo shopping si orientano in particolare verso le destinazioni che consentono di approfittare di sconti/saldi/promozioni, di visitare anche attrazioni e luoghi rilevanti e di acquistare produzioni tipiche.I prodotti acquistati più frequentemente dai turisti italiani che hanno fatto almeno un viaggio per shopping sono l’abbigliamento, con l’82,9% delle citazioni, seguito dalle calzature (51,3%) e dai prodotti enogastronomici tipici (43,7%).I luoghi d’acquisto preferiti durante i viaggi per shopping sono i negozi del centro/vie dello shopping (76%), gli outlet (57%), i centri commerciali (47%) e i mercati cittadini (42%).Per quanto riguarda il peso dello shopping sul costo totale del viaggio, per quasi la metà degli italiani che hanno viaggiato almeno una volta con questa motivazione gli acquisti hanno rappresentato, in tali occasioni, dall’11 al 30% delle spese sostenute, mentre per due rispondenti su 10 oltre il 50%.Il 46% di tale segmento del campione ha speso in media più di 50 euro al giorno. Da segnalare come per un quarto del campione la spesa media giornaliera in shopping in vacanza sia stata superiore ai 100 euro (il 16% tra 100 e 200 euro e il 7% oltre 200 euro).Dallo studio di Risposte Turismo emerge inoltre come sia ancora molto contenuto l’acquisto di shopping tour e il ricorso alla figura del personal shopper in vacanza (3%), per quanto un terzo degli italiani che viaggiano per shopping abbia espresso l’intenzione di servirsi di questa professionalità in futuro.Anche se conosciuto dalla metà dei rispondenti, il servizio di tax refund (la possibilità di richiedere il rimborso dell’IVA) risulta essere utilizzato da poco più di un italiano su dieci durante i propri viaggi fuori dall’Unione Europea.Infine, sono otto su dieci i turisti italiani ascoltati che hanno fatto almeno un viaggio per shopping ad aver acquistato negli aeroporti o nelle stazioni ferroviarie, a testimonianza dell’importanza del travel retail nelle valutazioni riguardanti il fenomeno.
Di particolare rilievo è il peso dei turisti sul totale della clientela: in termini di footfall (flussi all’interno dei negozi) essi rappresentano mediamente il 70% del totale ingressi, ed in termini di acquisti sono pari al 54%. Distinguendo gli esercizi commerciali indipendenti da quelli appartenenti a catene, il tasso di conversione più elevato si registra tra i primi, in cui entra mediamente un 72% di turisti che poi pesano per il 59% delle vendite totali. In generale, in termini di spesa media, il turista spende più del cliente locale in 3 su 4 dei negozi indagati.L’indagine di Risposte Turismo mostra infine una limitata attivazione di collaborazioni tra i negozi ascoltati ed altri operatori o fornitori di servizi sul territorio, a partire dagli hotel e dalle guide (una media del 10% circa), a dimostrazione di quanto ancora si debba fare per presentare al turista un’offerta complessiva organizzata.

