Il quotidiano economico ItaliaOggi ha effettuato una comparazione sulla tassazione per le locazioni brevi. Ne è emerso un risparmio delle tasse, su alcuni esempi di incassi, per chi adoperasse il regime forfettario delle partite ive ( 15%) oltre a versamenti contributi Inps rispetto alla cedolare secca (21%) Il calcolo delle imposte e dei contributi per il regime forfettario, così come strutturato nel grafico non considera la deduzione dei contributi versati che abbatterebbero ulteriormente il reddito imponibile e soprattutto non tiene conto della possibilità, concessa ai forfettari che intraprendono una nuova attività di applicare per il primo quinquennio l’aliquota ultraridotta del 5%; trasformando il regime in contributivo puro e rendendo la componente fiscale di fatto completamente marginale. “Occorre analizzare il fenomeno nella sua interezza – dichiara il presidente Abbac Agostino Ingenito- Gli affitti brevi sono oggi di fatti una formula ricettiva, sempre più spesso adoperata per accogliere ospiti ma il legislatore deve chiarire cosa farne. E se cioè si debba passare dall’episodicità ad una “regimentazione” della tipologia di locazione. Non è un problema di poco conto ma una sfida che deve vederci impegnati tra pubblico e privato – continua Agostino Ingenito – Serve chiarezza e soprattutto fare scelte che però mettono in discussione attuali assetti e interpretazioni che rischiano di generare ulteriore confusione e non chiarezza dopo l’approvazione del Dl50/2017 e le circolari conseguenti dell’Agenzia delle Entrate”. In allegato l’articolo e le tabelle di Italia Oggi

