Turismo in Campania, non selfie stereotipati alla bisogna e il nulla cosmico al quadrato in pseudo parolieri miracolistici ma azioni coordinate per il futuro di uno settori più strategici per l’economia regionale.

L’invito dell’Abbac GuestItaly a condividere precisi punti nei programmi elettorali dei candidati al consiglio regionale con una legge quadro urgente per tutta la filiera. La delega sia assegnata a competenti, con la creazione di una taskforce con sburocratizzazione, risorse destinate alla rigenerazione e valorizzazione centri storici e progetti di turismo sostenibile e diffuso. Vecchi clichè e modelli ottocenteschi ormai desueti.  Agostino Ingenito: “Tutto il territorio sia un distretto turistico culturale diffuso e si eliminino ostacoli e zavorre. Occorre strategia con risorse per rigenerazione, valorizzazione, mobilità e infrastruttura sostenibili ed riorganizzazione dell’accoglienza. La Campania in ritardo di 20 anni rispetto alla legge 135/2001,  e milioni di risorse europee spese in mille rivoli. Meno masterplan e più progetti esecutivi e cronoprogrammi.  L’emergenza covid ha fatto emergere ritardi e disorganizzazione, stagione compromessa e un settembre nero con rischio default per migliaia di microimprese, strutture non professionali alla deriva e migliaia di famiglie senza reddito.

E’ basata sulla concretezza e precise richieste la lettera inviata  dall’Abbac GuestItaly in queste ore ai candidati Presidenti e ai gruppi politici che si presenteranno alle elezioni regionali del 20 e 21 settembre.  La nostra associazione  invita i candidati presidenti, gruppi politici e candidati al consiglio regionale, a precisi impegni per uno dei settori economici rilevanti del tessuto produttivo della regione e tra i più penalizzati a seguito dell’emergenza covid19. Chiunque sia eletto  prometta l’istituzione di una vera delega al turismo, istituendo una task force competente, un testo di legge con una concreta riorganizzazione turistica, sburocratizzazione e utilizzo di fondi regionali e comunitari finalizzati a reale piano programmatico con la rigenerazione dei centri storici e valorizzazione del patrimonio abitativo delle aree interne, finalizzato alla fruizione turistica, infrastrutture, mobilità e turismo sostenibile e veri servizi di accoglienza con azioni coordinate. “La filiera turistica ha bisogno di chi intende occuparsene, e non di chi la utilizzi per fini spot elettorali. Non faremo selfie con candidati consiglieri,  affamati di qualche post social,  ma sottoponiamo i candidati presidenti e le coalizione ad un patto da sottoscrivere. La pandemia ha fatto emergere in tutta la sua drammaticità le gravi difficoltà del nostro settore, schiacciato da mancate scelte operative e azioni non coordinate. E’ evidente che le problematiche della regione sono tante ma occorre che siano indicate persone con competenze, ascolto ed impegno si occupino del nostro comparto. Settembre è alle porte e con esso le gravissime ripercussioni di una stagione compromessa, migliaia di lavoratori stagionali sono rimasti a casa, le indennità una tantum fanno fatica ad essere erogate come pure gli ammortizzatori sociali del governo e sono state lasciate all’oblio migliaia di famiglie che, avevano gestito sinora bed and breakfast e case vacanze, riuscendo a sbarcare il lunario con l’unica fonte di reddito grazie ai grandi flussi turistici degli ultimi tre anni . Le strutture ricettive hanno subito un colpo durissimo, in tanti non hanno proprio aperto e chi si è impegnato ad aprire, subisce un periodo difficile e complicato.  Chiediamo garanzie a chi comporrà la  terza commissione del consiglio regionale, competente per il settore,  che eviti teatrini e condivida un vero e innovativo testo del turismo.  La Regione deve indicare una chiara governance, no a conflitti tra assessorati e agenzia Campania Turismo mai sinora realmente operativa per mere beghe politiche e spartizione di risorse economiche.  Gli enti provinciali e aziende di soggiorno restano ancora nel limbo, malgrado timidi tentativi. Un impianto ottocentesco che va rimosso per fare spazio ad una diffusa attività di supporto ai turisti e viaggiatori su tutto il territorio regionale. Mai sorti i Siat che avrebbero dovuto essere gestire l’accoglienza locale, inapplicata la legge quadro 135/2001 con i Poli turistici mai nati e una miriade di distretti turistici che rendono ancora più nebulosa la governance del turismo. Negli anni si è perso tempo e si sono spese risorse che sarebbero state preziose per lavorare ad un sano cronoprogramma che puntasse ad un raccordo tra aree interne e maggiori località turistiche e siti Unesco, mentre restano sul tappeto e spesso oggetto di accese polemiche territoriali i masterplan e i progetti di recupero. Intanto le maggiori località subiscono la disorganizzazione, la difficile mobilità, e l’inquinamento con traffico e infrastrutture inadeguate. Bene il lavoro svolto per la depurazione ma resta difficile la fruibilità di una parte del nostro litorale marittimo come pure della gestione della portualità turistica. Occorre poi un chiaro coordinamento di chi è delegato a svolgere azioni operative come le agenzie del turismo  (Campania Turismo ) e della cultura (Scabec) che non dialogano. Serve smantellare il vecchio sistema degli ept e apt, occorre adeguare le leggi regionali 5 e 17 per le strutture ricettive extralberghiere. Occorre un chiaro segnale in materia di destinazione turistica dei patrimoni immobiliari privati e pubblici del territorio, con programmi che consentano agevolazioni e supporto ad iniziative imprenditoriali  di chi intende animare i desertificati centri storici di gran parte dei 550 Comuni della Campania. E poi occorre lavorare sul turismo sostenibile, diffuso e che vada oltre la stagionalità. Serve una programmazione complessiva, quinquennale, e chiara che dica chi fa cosa e perché. Noi siamo a disposizione per offrire un contributo, come abbiamo sempre fatto, ascoltati o meno, alle istituzioni, ora la politica agisca e bene per lo sviluppo turistico e culturale della nostra regione! – cosi conclude Agostino Ingenito

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