Vuoi ottenere il credito di imposta per le spese sostenute per la sanificazione? Spunta il paradosso per le strutture ricettive non professionali. Con il decreto rilancio, avrebbero potuto ottenerlo anche ib&b, case vacanze e locazioni, ma per ottenerlo, il decreto indica l’obbligo del possesso del codice identificativo nazionale che però , approvato lo scorso anno con il Decreto Crescita, non è stato ancora reso operativo dall’Agenzia delle Entrate, incaricata anche di occuparsi di istituire la super banca dati del turismo. In sostanza i b&b, case vacanze e locazioni che pure erano stati costretti a subire il lockdown non possono accedere al credito di imposta per la sanificazione perché non hanno quel codice identificativo, previsto, con apposito emendamento, nel decreto stesso. E pensare che lo scorso gennaio il sottosegretario Bonaccorsi aveva dichiarato che avrebbe garantito il riordino del settore conun maxi decreto turismo ma a tutt’oggi nulla è cambiato. Come ancora non ci sono novità in merito all’incrocio dati degli alloggiatiweb che avrebbe potuto garantire ai Comuni di accedere allapiattaforma del Ministero dell’Interno per verificare possibili incongruenze per l’imposta di soggiorno. Nel frattempo molte Regioni hanno legiferato su codici identificativi regionali che avrebbero poi dovuto armonizzarsi con l’auspicato codice univoco nazionale. Ma nulla è stato fatto, lasciando nel caos migliaiadi strutture e mantenendo lo status quo sui maggiori portali internazionali di prenotazione che ospitano annunci senza il riferimento del codice. Si naviga a vista anche sulla responsabilità e impegni delle Ota che avrebbero dovuto incassare per conto dello Stato la cedolare secca del 21% delle locazioni brevi. “Lo abbiamo scritto in tutti i modi e trasferito al legislatore e alle forzepolitiche – dichiara il coordinatore nazionale Otei Osservatorio Turistico Extralberghiero Itaiano/ Abbac-GuestItaly Agostino Ingenito – Il nostro settore è secondo l’Istat il primo comparto ricettivo, con questo periodo di pandemia, la filiera è crollata ma a differenza degli alberghi, molte nostre strutture ricettive come case vacanze ed alberghi diffusi stanno incontrando il favore dei flussituristici che richiedono sicurezza e fruizione di luoghi salubri. Si sarebbe potuto realizzare un piano nazionale turisticodi prossimità che avrebbe potuto impiegare meglio quelle risorse del BonusVacanza ma anche qui il legislatore e il Governo non ha compreso l’importanza di realizzare un progetto che fosse in linea con le esigenze reali della filiera, tutte le strutture ricettive non professionali come bed and breakfast,case vacanze e locazioni non possono accettarlo perché non possono effettuare una fatturazione elettronica non essendo imprese. Impossibile poi per i nostri affittacamere, cav professionali e alberghi diffusi condotti da micro imprese, riuscire a trasformare in liquidità quel credito di imposta, la maggior parte degli istituti bancari non consentano quanto previsto dal decreto. Turismo in affanno e sostegni non utili. E il rischio di una nuova ondata covid preoccupa tutti quanti noi per una stagione compromessa e che ad ottobre evidenzierà tutti isuoi effetti per migliaia di famiglie e microimprese – dichiara amareggiato Agostino Ingenito.

