Premessa fondamentale: l’Abbac ha chiesto formalmente all’Anci Associazione nazionale Comuni Italiani se quanto previsto dal decreto Rilancio in merito ad esenzione Imu per strutture ricettive sia da intendersi anche per le nostre tipologie ricettive. Al momento non ci sono chiare interpretazioni del decreto, tuttavia, in attesa di ricevere piene conferme dall’ Anci riportiamo ciò che dice la nota e diamo informazioni sulla scadenza della tassa. C’è tempo fino al 16 giugno per pagare la prima rata dell’ Imu 2020.Entro questa data, i contribuenti italiani, dovranno, tassativamente, pagare la prima rata (acconto) relativa all’Imu del 2020. Il saldo finale invece, è previsto per il 16 dicembre 2020. Questo per chi decide di dividere il pagamento. In molti avevano chiesto a gran voce al Governo di posticiparla, o addirittura, di eliminarla, purtroppo però, nulla di tutto ciò, è stato preso in considerazione. Lo avevamo fatto anche noi come Abbac e credevamo che con quanto previsto dal decreto Rilancio, si fosse compiuto quasi un miracolo, garantendo l’esenzione per gli immobili di proprietà adibiti a strutture ricettive ma abbiamo dovuto ricrederci perchè tale esenzione riguarda solo immobili che ricadono in categoria D. Il nostro Caf Abbac resta a disposizione per assistenza e consulenza. E’ possibile contattare la sede regionale e quelle territoriali.
Fate molta attenzione alla scadenza. Per chi pagherà in ritardo, ci saranno degli interessi da pagare.
Dal primo gennaio 2020, chi pagherà l’Imu oltre la data stabilita, dovrà calcolare sul totale, un tasso di interesse dello 0,05% annuo. Nello specifico, se si paga entro 14 giorni dalla scadenza, la sanzione fissa è dello 0,1% giornaliero. Se si paga tra il 15° ed il 30° giorno successivo alla scadenza, la sanzione ammonterà all’1,5%. Se la tassa viene versata in una tempistica che va dal 30° giorno di ritardo al 90° giorno, la sanzione fissa arriverà all’1,67%. Dopo il 90° giorno di ritardo, la sanzione fissa sarà del 3,75%. Se non si provvederà a versare l’importo nemmeno dopo quest’ultima tempistica, verrà applicata una sanzione del 30%.
Andiamo con ordine e chiariamo chi deve pagarla e come.

Imu 2020: chi deve obbligatoriamente pagarla?
Non tutti i cittadini italiani hanno l’obbligo di pagare l’Imu. Coloro che detengono un solo immobile adibito ad abitazione principale – la famosa prima casa – non dovranno pagare nulla. Questo bene immobiliare però, non deve rientrare nelle seguenti categorie catastali: A/2, A/3, A/4, A/5, A/6 e A/7. Gli immobili di categoria C/2, C/6 e C/7 non pagano l’IMU solo se pertinenza delle abitazione principale. Sono invece obbligati a pagare l’Imu tutti coloro che possiedono seconde abitazioni (ad esempio case vacanze), concessionari di aree demaniali, possessori di immobili in affitto ed infine, terreni.

E in caso di decesso chi paga l’IMU?
Vi siete chiesti come si dovrà agire in una situazione del genere? Se il proprietario dell’immobile dovesse risultare deceduto, l’Imu dovrà comunque essere pagata fino alla data in cui il proprietario è venuto a mancare. In questo caso bisognerà considerare, magari con l’aiuto di un professionista del settore, la situazione preesistente al decesso. Pagare quindi l’ultima fase mancante prima della morte.

Esiste anche un’altra situazione: se il defunto in questione aveva solamente un bene immobiliare dichiarato come prima casa, ovviamente non era tenuto al versamento di alcunché. Ma dal momento in cui subentrano gli eredi? Per quest’ultimi non risulterebbe prima abitazione. In questo caso, intanto, bisogna consultare un professionista per una consulenza dettagliata, inoltre, sarà utile fare un conteggio del mese esatto. La data del decesso è determinante. Un mese, in situazioni come queste, si considera intero solo se supera i 15 giorni.

Amministrazioni locali ed Imu 2020. Cosa possono fare i Comuni italiani?
Come già ribadito, il Governo non si è sbilanciato sulla questione, anzi. Ha incaricato i singoli Comuni di valutare eventuali rinvii di pagamento. Per “rinvii” si deve intendere una tempistica davvero limitata di slittamento e non di una cancellazione del pagamento stesso. Sarà a discrezione di ogni Comune decidere il da farsi e la gestione dei tempi.

Le amministrazioni comunali, hanno inoltre, la capacità di decidere se aumentare o meno l’aliquota (fino ad un massimo del 10,6 per mille). Ma possono, volendo, anche ridurla fino all’azzeramento. Non finisce qua. Sempre a loro completa discrezione, le amministrazioni comunali, potranno stabilire – nei limiti, chiaramente, dell’autonomia regolamentare – a chi applicare l’Imu 2020 e chi invece, esentare.

Inutile dire che, molte decisioni saranno fortemente influenzate dal contesto stesso e da quanto possa essere grave la situazione economica locale “post Covid19”. Una regione maggiormente martoriata, avrà dei parametri diversi rispetto ad un’altra regione italiana meno colpita dalla pandemia.

La Fondazione IFEL (Istituto per la Finanza e l’Economia Locale) dell’Anci ha redatto uno schema di delibera, il quale autorizza le amministrazioni locali a procedere con un eventuale differimento del pagamento della prima rata dell’Imu 2020.

Questo però solo per soggetti e categorie severamente colpite dalla appena passata pandemia da Covid19. È già stata pensata anche una data per il rinvio del pagamento. Si tratta del prossimo 30 settembre. Tempistica decisamente più lunga e, soprattutto, porterebbe una ventata d’ossigeno a tante persone che, non per volontà propria, non hanno percepito lo stipendio per ben oltre due mesi. La situazione non è delle migliori e gli italiani sono sul piede di guerra.

Chi sono coloro che invece non pagheranno l’Imu per tutto il 2020?
Sicuramente starà a cuore a molti sapere chi potrà, almeno per questo sfortunato 2020, evitare di pagare l’Imu.
La risposta è molto semplice: il decreto rilancio prevede che siano esentati dal pagamento tutti coloro che sono possessori di immobili adibiti a strutture ricettive e turistiche.

La scelta e le sue motivazioni sono molto semplici: il Governo ha pensato, e deciso, di aiutare in modo particolare, il settore del turismo. Un comparto questo, che è stato profondamente e duramente colpito dalla pandemia appena passata. Un settore molto delicato che, probabilmente, sarà anche l’ultimo a riprendersi.

Basti pensare che, il boom del settore turismo, è legato a tre o quattro mesi appena su dodici. Per cui, ora l’obbiettivo è quello di far ripartire una macchina, quella del turismo, che solo lei, lo scorso 2019, ha prodotto un fatturato che oscilla tra i 50 ed i 61 miliardi di Euro. Dati forniti dall’Istat.

Tutti i settori economici sono importanti per l’economia italiana, ovviamente, ma il mondo del turismo in particolare, dà lavoro davvero a tante migliaia di persone e, in un momento come questo, non ci si può permette di far saltare altri posti di lavoro.

Nello specifico le strutture esenti dal pagamento sono: alberghi e pensioni (categoria catastale D2), stabilimenti balneari marittimi lacuali e fluviali, stabilimenti termali, agriturismi, villaggi turistici, ostelli della gioventù, rifugi di montagna, colonie marine e montane, affitta camere per brevi soggiorni, case e appartamenti per vacanze, bed and breakfast, residence, campeggi.

(Articolo 177 del decreto Rilancio, dl 34/2020)
Fate però molta attenzione ad un dettaglio che può sembrare banale, ma in realtà, non lo è affatto. Anzi, è un particolare determinante. Per risultare “idoneo al non obbligo di pagamento”, il proprietario dell’immobile deve, tassativamente, dimostrare di essere anche il gestore dell’attività turistica. Se così non fosse, cioè se le figure non combaciano, ed il proprietario della struttura non è anche il titolare dell’attività, in questo caso, dovrà, il soggetto in questione, effettuare il pagamento dell’Imu nelle tempistiche stabilite. Dunque, prima di cantar vittoria, sarà utile informarsi per bene.

Ecco come è possibile effettuare il pagamento dell’Imu 2020
Effettuare il pagamento dell’Imu è davvero semplice. Ci sono svariate tipologie di pagamento a nostra disposizione.
È disponibile il classico bollettino postale, l’F24, oppure si può procedere al pagamento anche attraverso il sistema PagoPa. Sicuramente il più comodo e veloce è il modello F24. Quest’ultimo è reperibile presso gli sportelli bancari o presso gli uffici postali. Il versamento può avvenire comodamente da casa nostra mediante l’utilizzo dell’Home Banking. Eviteremo così noiose file presso gli sportelli. Eventualmente, se non ci fidiamo del pagamento in autonomia perché preferiamo l’aiuto di un consulente e di essere seguiti, possiamo incaricare un commercialista o un consulente fiscale. Sarà utile, in questo caso, prendere appuntamento per tempo, o addirittura, delegare l’intera incombenza a loro.

3 Commenti. Nuovo commento

  • Da come sembra quindi seconda casa con categoria catastale a/2 in cui si effettuano le locazioni brevi il 16giugno dovra’ pagare la prima rata imu

    Rispondi
    • Le locazioni brevi, intese come locazioni turistiche (quindi senza SCIA al SUAP, quindi non CAV), devono pagare IMU perche’ non e’ un’attivita’ ricettiva.
      Gli affitti brevi tramite LT sono pure locazioni, senza svolgere alcuna attivita’.Quindi si paga IMU (Pero’ hanno il vantaggio della cedolare secca).

      Rispondi
  • Leopoldo Giampaglia
    13 Agosto 2020 11:13

    IL problema dell’esenzione per le attivita’ turistiche non è stato affrontato.Scrivete solo parole senza significato

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Compila questo campo
Compila questo campo
Inserisci un indirizzo email valido.
Devi accettare i termini per procedere

A.B.B.A.C. | Associazione Bed & Breakfast Affittacamere Case Vacanze | Rete nazionale extralberghiera
Privacy policy

Questo sito Web utilizza i cookie per consentirci di offrire la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser ed eseguono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito web e aiutando il nostro team a capire quali sezioni del sito web trovi più interessanti e utili. È possibile gestire tutte le impostazioni dei cookie da questa schermata.

Scopri di più nella pagina dedicata alla PRIVACY