I dati Istat di aprile 2023 e la relazione del  ministero del lavoro sull’andamento  2022: il mercato del lavoro è in forte ripresa. Vediamo i dettagli : sono stati diffusi negli ultimi giorni i dati  relativi al recente andamento del mercato del lavoro: si tratta del Rapporto annuale sulle Comunicazioni obbligatorie  dei datori di lavoro del Ministero del  lavoro che descrive le dinamiche del mercato del lavoro dipendente e parasubordinato nel 2022. Di seguito una sintesi degli aspetti principali dei due documenti.

DATI ISTAT OCCUPAZIONE APRILE 2023

La crescita dell’economia italiana  degli  ultimi mesi, oltre le aspettative, ha effetto  positivo anche sul mercato del lavoro: secondo gli ultimi dati ISTAT la disoccupa zione è scesa ad Aprile al 7,8%. Rispetto allo scorso anno sono 390mila le persone che hanno trovato lavoro, 48mila ad aprile in più rispetto al mese di marzo  2023.
Il tasso di occupazione nazionale sale  quindi al 61% e il numero totale di perso ne che lavorano si porta a 23 milioni e 446mila. Interessante notare che tra le tipologie di contratto aumentano ancora quelli a  tempo indeterminato e il lavoro autonomo, calano invece i contratti a termine.  La categoria con la migliore performance  è finalmente quella femminile con 50mila  donne  occupate in più rispetto al mese  precedente, a fronte del calo di 4 mila occupati di sesso maschile. Rispetto al  2022 l’aumento di donne occupate è pari a 217mila unità. Sempre ad aprile diminuiscono le perso ne che cercano lavoro e scende anche il  tasso di inattività. (al 33,7%)

DATI OCCUPAZIONE 2022 MINISTERO DEL LAVORO

Si segnala anche la pubblicazione della  relazione annuale del Ministero del lavoro  sulle comunicazioni obbligatorie relative ai contratti di lavoro attivi nel 2022. In sintesi:
ATTIVAZIONI E CESSAZIONI
Sono stati attivati 12.573.000 rapporti di  lavoro, in aumento del 10,9%. La crescita  annua, seppure significativa, risulta in  calo rispetto al valore registrato l’anno  precedente (+17,7%). Sono cessati 12.159.000 rapporti di  lavoro, in aumento del 14,4%. L’incremento annuo è superiore rispetto all’anno  precedente (+13,6%).
I 12.573.000 rapporti di lavoro attivati  hanno coinvolto 7.076.000 lavoratori, con  un numero medio di contratti attivati pro  capite pari a 1,78. Le trasformazioni di rapporti di lavoro da  tempo determinato a tempo indeterminato sono state 716.000 oltrepassando il  numero di trasformazioni annue nel periodo pre-pandemia,  in aumento del  +34,8% rispetto all’anno precedente. L’82,5% delle cessazioni dei rapporti di lavoro ha interessato contratti con durata inferiore a un anno. Sono aumentate rispetto all’anno prece dente le attivazioni a Tempo Indetermina to (+12,0%), con Apprendistato (+11,2%) e quelle a Tempo Determinato (+9,6%). Sono aumentate rispetto all’anno prece dente le attivazioni nel settore alberghiero e della ristorazione (+24,4%), Altri servizi pubblici, sociali e personali (+18,4%)  e il settore Trasporti, comunicazioni, attività finanziarie e altri servizi alle imprese  (+12,3%).
La quota maggiore di lavoratori cessati  ricade nella classe 35-54 anni, costituita  da 2.795.000 individui (41,0% del totale),mentre la classe dei giovani fino a 24 anni  corrisponde alla fascia d’età meno numerosa (15,8% del totale).

DISTRIBUZIONE

Dal punto di vista delle distribuzioni territoriale: a fronte di 12.573.000 di attivazioni nazionali, il 42,7% è nelle regioni del  Nord, il 32,4% è nelle regioni del Mezzo giorno ed il 24,8% è nelle regioni del Centro.

SOMMINISTRAZIONE:  

Sono stati attivati 1.488.000 rapporti di  lavoro in somministrazione con una crescita tendenziale del +11,1%.

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